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Grandi Riso, un bilancio 2015 oltre ogni attesa

Fatturati in crescita del 18 per cento (quasi due milioni in più di quanto previsto e quattro in più del 2014) per l’azienda di Codigoro (Fe), che produce e commercializza solo riso italiano. Un boom trainato soprattutto dal mercato interno

Le promesse sono state tutte mantenute. E, in barba alla crisi, Grandi Riso ha chiuso i conti del 2015 in maniera più che soddisfacente, con un aumento dei fatturati del 18 per cento: quasi due milioni in più di quanto previsto e quattro in più del 2014.

E’ questo, in estrema sintesi, il bilancio della società con sede a Codigoro (Ferrara), specializzata nella produzione e commercializzazione di riso italiano. Numeri che consolidano l’importanza dell’azienda nel mercato italiano (Grandi Riso è oggi il quarto produttore nazionale) e all’interno del gruppo imprenditoriale Gabeca (Calcinato, Bs).

Da anni, infatti, il gruppo guidato da Daniela Grandi e Fabrizio Scuri sta puntando con decisione sul settore agroalimentare, e in particolare sul riso. Il risultato è per Grandi Riso una crescita costante dei fatturati nell’ultimo quadriennio: 11.987.000 nel 2012, 12.044.000 euro nel 2013, 15.758.000 euro nel 2014, 20.094.467 nel 2015. L’ultima riga dello scorso anno indica 26mila euro di utile, al netto delle tasse e delle svalutazioni di crediti.

Questi risultati”, sottolinea il presidente di Grandi Riso Alessandro Grandi, valorizzano il territorio e la filiera dei risicoltori del basso ferrarese: la nostra azienda è la prova che si possono creare economia e lavoro puntando sul Made in Italy e sulla qualità. Da generazioni”, continua, “la mia famiglia produce e commercializza riso italiano: il nostro marchio di fabbrica è la capacità di coniugare una lavorazione del riso artigianale con la più sofisticata tecnologia delle selezionatrici”.

Soddisfazione anche da Fabrizio Scuri che, forte di un Ebitda cresciuto del 173 per cento rispetto all’anno precedente, raccoglie i risultati di un percorso di rinnovamento aziendale avviato con il suo arrivo. “Abbiamo cercato di efficientare la produzione investendo in tecnologia e migliorando i processi”, spiega, “incrementando anche i livelli occupazionali, investendo ancora nella sicurezza dei nostri impianti (100mila euro sono stati investiti su questo versante) e nella qualità del prodotto, che rimane e rimarrà italiano, anzi locale”.

La quota di mercato italiana nell’ultimo anno è addirittura cresciuta, passando dal 84,7 al 87,2 per cento del totale, grazie soprattutto alla vendita di riso confezionato a marchio Grandi Grandi Riso nelle principali catene distributive italiane (tra cui Eurospin, Coop ed Esselunga). Mentre sull’estero il primo mercato rimangono gli Usa (più 38 per cento), seguiti dalla Slovenia e dal Brasile, che ha fatto un balzo in avanti del 171 per cento colmando ampiamente il calo della Turchia.

Grandi Riso”, aggiunge la presidente del gruppo Daniela Grandi, “è ormai la più strategica delle nostre attività e gli investimenti fatti nel tempo stanno dimostrando che – numeri alla mano – abbiamo avuto ragione a concentrarci sull’agroalimentare, rinunciando anche a business ipoteticamente più vantaggiosi. All’agroalimentare”, conclude, “è legata lo sviluppo del nostro gruppo nei prossimi anni, e probabilmente anche le prospettive di crescita dell’economia provinciale e nazionale”.

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